Luca circondato

A leggere il resoconto fatto da Key4biz del convegno promosso a Roma dall'Ucsi "Internet, informazione e democrazia", viene da pensare che De Biase abbia avuto vita dura nel difendere il pubblico attivo.

Padre Antonio Spadaro: Flickr e YouTube, ricettacoli virtuali per condividere foto e video. Oppure i blog, “ … metà giornali metà passaparola …”. Qui le notizie si mescolano alla fiction. La loro peculiarità, è che non danno “… nessuna garanzia di veridicità …”.
Massimo Milone (Ucsi):
E’ il lato oscuro della rete. Il rischio è di “… tagliare fuori i comunicatori di professione …”, lasciando campo libero agli artigiani dell’informazione fai da te. Con buona pace della “qualità” e “affidabilità” delle notizie.
Paolo Scandaletti (Desk): Meno leggi, più deontologia: ma come?”....Sono gli operatori della comunicazione a rifiutare lacci e laccioli etici. E hanno buon gioco, “… perché le leggi non impongono l’iscrizione obbligatoria alle associazioni di categoria”. E se non sono iscritti “… non possono essere puniti per aver infranto la deontologia professionale”.
Chiude Rodotà:
Più che sulla deontologia punta sulla “… costituzionalizzazione della rete …”. Lo scopo non è imbavagliare blogger e youtuber. Ma proteggere le libertà del web, minacciate da governi (come la Cina ) e multinazionali. La via ad una Carta dei diritti è tortuosa e passa per accordi internazionali. .....spetta alle “… organizzazioni sovranazionali fare da traino, specie all’Onu”.

Insomma, troppa libertà, poca etica, poche regole. Sospendo il giudizio perché dai resoconti stampa non è facile farsi un'idea precisa, ma il fatto che Luca non ne parli mi pare già significativo.
Un po' più serio il dibattito sugli stessi temi avviato da Publius Project, negli Usa.

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Libera circolazione e lavoro

Il sito EurActive consente di capire un po' meglio la questione della libera circolazione in Europa, lagata  al dibattito di questi giorni sull'immigrazione clandestina.
Dal 2004 è in vigore lo schema 2+3+2 relativo alla libera circolazione dei lavoratori dei 25 Paesi membri (escluse Romania e Bulgaria, non ancora ammesse al momento.
Lo schema presuppone un periodo di restrizioni temporanee, prima della definitiva apertura (2011). I Paesi dell'Europa a 15 hanno dovuto dichiarare la loro politica nel 2006 (+2) e dovranno rifarlo nel maggio 2009, rispetto agli altri 8 membri: Polonia, Lituania, Latvia, Estonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia. Per Romania e Bulgaria, lo schema parte dal gennaio 2007 (ingresso nella UE).
Attualmente i 15 hanno questa posizione:
- Restrizioni sino al 2009: Austria e Germania
- Riduzione progressiva delle restrizioni sino al 2009: Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Olanda
- Mercati aperti o abolizione delle restrizioni: Filnlandia, Grecia; Irlanda; italia, Portogallo, Spagna, Svezia, UK
Rispetto a Romania e Bulgaria. Dei 15 Paesi membri, solo Svezia, Finlandia e Italia hanno dichiarato la disponibilità alla libera circolazione. L'Italia ha subordinato l'accesso a un accordo europeo sulla lotta alla criminalità organizzata; la Francia ha limitato l'ingesso ad alcune professioni su cui c'è penuria nel Paese, I restanti 10 Paesi hanno deciso di aprire il loro mercato del lavoro, conn l'eccezione di Malta, che limita gli accessi, e dell'Ungheria, che ha posto alcuni limiti.
Dunque, pare di capire, che l'Italia abbia aperto il mercato del lavoro ai 10 nuovi entrati, e che debba definire la sua posizione in sede Europea riguardo a Rumeni e Bulgari.
Quindi: oggi un cittadino rumeno può soggiornare in Italia; se vuole fermarsi, o dimostra di avere un contratto di lavoro oppure deve 1) prendere la residenza 2) dimostrando di avere i mezzi per sostentarsi (c/c di almeno 5.000€).
In caso contrario, come qualsiasi cittadino europeo, può essere allontanato dal Paese
Questi, a quanto ho capito, i paletti entro i quali può agire il governo

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UE 2.0

C'è un blog del Movimento Europeo che apre una discussione sul futuro dell'Europa: Making Europe Move! 60 ideas for Europe. C'è un dossier sul mondo 2.0: Blogs: Filling the EU's "communication gap", con alcuni documenti interessanti. C'è una pagina con opportunità e rischi. Insomma, c'é molta attenzione, contrariamente a quello che succede negli uffici romani

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Media-mainstreaming muto

Su Flickr una "vision" del futuro, o una metafora del presente (Via Wittgenstein)

On line

Comunica Domenico Sica che, per chi fosse interessato, ITSME è online

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Un Paese terribile, ma non serio

Azioni di polizia in tutta Italia contro criminalità e immigrazione clandestina (400 arresti). Sondaggio di Repubblica: I "diversi" fanno paura. Almeno tre intervistati su dieci temono i nomadi, il doppio di coloro che sono spaventati dagli extracomunitari. E vorrebbero che lo Stato li cacciasse, e li riaccompagnasse al confine con un foglio di via. Sono indesiderati per il 68% degli italiani. Gli intervistati non hanno fiducia nelle politiche di integrazione sociale dei nomadi: la percentuale non sale oltre il 27%. Intanto la Camorra (pare) incendia campi Rom a Ponticelli. Mentre la politica dice di tutto e di più, abolizione di Shengen, reato di immigrazione clandestina, il paese (uso la minuscola a raggion veduta), la sua pancia, dà il peggio di sè. Gianantonio Stella ha venduto 1,2 Mni di copie de La Casta, credo molto meno de L'Orda, in cuii racconta della criminalizzazione degli immigrati italiani nei primi anni del secolo scorso in Usa, Germania, Francia, Belgio. Forse è un dato indicativo di come questo Paese, su temi di convivenza civile, riesce ad essere terribile, ma non serio. Penso alle migliaia di immigrati, onesti e laboriosi, e a come possono vivere le campagne di stampa e il dibattito politico su questi temi.
E poi succede anche questo

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Internet: Carta o conversazioni?

David Weinberger segnala che il Berkman Project ha avviato una discussione sui temi della governance di Internet, Publius Project. Nell'introduzione  i responsabili del progetto spiegano di rifarsi a Publius, una iniziativa alla base della Costituzione americana, e di voleerne ricalcare l'esempio. Così, invece di pensare a un momento risolutivo e definitivo, decidono di avviare una sorta di work in progress, meglio una conversazione sui temi cruciali legati al controllo del cyberspazio. Aprono la discussione lo stesso Weinberger, Esther Dyson, Kevin Werbach; i temi sono stimolanti: sicurezza, interoperabilità, accesso, innovazione, istituzioni .....
Un esperimento da seguire e commentare.

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La coda lunga dell'editoria

Il gruppo l'Espreso lancia un'iniziativa geniale: ilmiolibro.it. Puoi stampare il tuo libro in formati diversi: ronmanzo con copertina rigida e morbida, tascabile con le due copertine, o formato A4. In bianco o a colori. I prezzi sono super abbordabili: un libro di 200 pgg, formato romanzo, a colori con copertina rigida e sovracoperta: 21,94 €. Mille copie: 21944. Il tutto molto semplice.
In aggiunta, il sito vende anche alcuni libri, ha una sezione Community (tipo anobii) e una pagina personale.
Tempi duri per le copisterie  (tesi) e piccoli editori, e per tutti noi, quando a Natale ....."un pensierino, ti regalo il mio libro"


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Il monitoraggio di Expo2015

Ettore Murciano, che ho incontrato su Twitter, ha aperto mi ha segnalato un wiki sull'Expo 2015, ideato da Luca Perugini (con cui mi scuso per l'errata paternità). L'idea è stimolante e l'obiettivo sfidante:  

Agenda Expo 2015 si pone l'obiettivo di:
  • dar voce a tutte le persone coinvolte nell'avventura Milano Expo 2015;
  • raccogliere le esigenze dei cittadini di Milano e delle aree interessate dall'Expo
  • documentare come cambierà la città di Milano tramite fotografie, video, racconti e aneddoti

Abbiamo 7 anni per documentare come cambierà il volto di Milano e d'intorni, sfruttiamo le potenzialità della rete. Non male l'dea di costruire la memoria storica del percorso    

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Be evil

P.I. riassume la vicenda, segnalata tempo fa da Stefano, del rispetto dei diritti umani e della privacy degli utenti. Il consiglio di amministrazione ha deciso che non sono fatti rilevanti:
Due le proposte colpite e affondate dallo scarsissimo interesse di board e soci: quella di mettere in piedi una particolare commissione interna dedicata al tema dei diritti umani e quella di definire una policy precisa e pubblica sui rapporti di Google con la Cina e più in generale sul comportamento che Google dovrebbe tenere nei paesi in cui risalta il controllo della rete e dell'informazione. Brin si è pilatescamente astenuto

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