Di ritorno da Redmond. Impressionante la potenza del gigante: il Campus è una città di cui ho visto solo la periferia. Microsoft ha presentato ai giornalisti il suo approccio alla security. La sensazione è che stiano facendo cose serie, in particolare è notevole l'approccio al Security Development Lifecycle (SDL), per cui la security entra nel processo di sviluppo sin dall'inizio. Gente preparata, spimpatica aperta e non arrogante, pronta ad evidenziare le difficoltà che ha di fronte; con l'umiltà di riconoscere che i problemi e le sfide sono molteplici e si è solo all'inizio.
In due giorni intensi una decina di speech, con grande attenzione a conciliare gli aspetti contraddittori di di security e tutela della privacy. Il meeting si è svolto nel Visitor Centre, un piccolo museo-show room sulla storia e i prodotti dell'azienda (alcune installazioni mi hanno ricordato il museo interattivo di At&t a NYC).
La mensa è un luogo che riflette l'aspetto "meticcio" dell'azienda, cibo indiano, vietnamita, tex-mex,
italiano (evitato); aria rilassata, computer aperti sulla tavola con meeting senza convenevoli davanti a un hamburger. I giornalisti presenti, latinos, brasiliani, slovacchi, inglesi, neozelandesi, australiani, hanno pranzato con tecnici MS del loro Paese.
Ho rivisto Carlo Malaguzzi, si occupa di strategie e sta molto bene: un filo ingrassato, ma aria rilassata e nient'affatto stressata o yuppie-oriented. Carlo è una persona splendida, mi ha parlato dei suoi tre figli e dei primi problemi adolescenziali della maggiore; fatica a capire il razionale di quello che succede in Italia, soprattutto il caso Telecom (e noi con lui). Ho promesso di mandargli l'indirizzo del blog di Quintarelli (Stefano, Carlo ti saluta con affetto) e di altri amici, speriamo ne apra uno anche lui.
Ho anche conosciuto Paolo Tosolini, che a Redmond si occupa di multimedia; davanti a una zuppa vietnamita che mi ha consigliato (non male), mi ha raccontato del suo lavoro. Potete vedere qualcosa all'indirizzo www.ItalyFromTheInside.com, utile per i viaggiatori americani; lui e sua moglie, Francesca (era destino, no?), accoppiano sapienza tech e professionalità da agente di viaggi, e buon gusto. Mi pare che Paolo si stia divertendo un mondo

