La gratuità controversa di Anderson
Chris Anderson sta scrivendo un libro sulla gratuità, Free, in cui indaga le potenzialità dell'economia del dono, come la distribuzione gratuita su internet di un'opera, e sui modi alternativi di ricavarne profitto. Cita il caso del vignettista Scott Adams, caro a Fuggetta, che racconta di aver avuto risultati deludenti da un suo libro, a pagamento, sequel di uno gratuitamente pubblicato in rete, in contrasto con le sue aspettative. Tim O'Reilly dà una sua spiegazione: la gratuità giova a chi non è noto. Dunque, se si è noti non conviene essere "generosi" verso il proprio pubblico, pena la cannibalizzazione delle opere in hard copy. Anderson non è di questo parere; lui intende produrre un audiobook gratuito del suo libro, e poi cercare uno sponsor per la copia di carta.
Ma la sua riflessione va più in là: gli impatti del gratuito non si misurano solo sul guadagno monetario. Vi sono altri vantaggi:
- scrivere libri migliori; cita il caso di Adams, che ha scoperto un esercito di volontari in rete che hanno cooperato con lui alla nascita di nuove idee : I had an army of volunteer editors, and they never slept. The readers were changing the course of my writing in real time.
- allargare l'audience e l'impatto di nuove idee, con benefici per Wired, il magazine che dirige
- sviluppare l'attività di conferenziere, usando la pubblicazione gratuita come marketing
- conquistare una merce rara: l'attenzione
Dunque, l'insegnamento di Anderson è che l'economia del dono, o della felicità, su cui DeBiase ha scritto recentemente un libro, non è roba da visionari e francescani, è la ricerca di un nuovo modello di business che sfrutta le potenzialità della rete e cerca tesori nascosti che altri ignorano.
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