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21/11/2007

La gratuità controversa di Anderson

Chris Anderson sta scrivendo un libro sulla gratuità, Free, in cui indaga le potenzialità dell'economia del dono, come la distribuzione gratuita su internet di un'opera, e sui modi alternativi di ricavarne profitto. Cita il caso del vignettista Scott Adams, caro a Fuggetta, che racconta di aver avuto risultati deludenti da un suo libro, a pagamento, sequel di uno gratuitamente pubblicato in rete, in contrasto con le sue aspettative. Tim O'Reilly dà una sua spiegazione: la gratuità giova a chi non è noto. Dunque, se si è noti non conviene essere "generosi" verso il proprio pubblico, pena la cannibalizzazione delle opere in hard copy. Anderson non è di questo parere; lui intende produrre un audiobook gratuito del suo libro, e poi cercare uno sponsor per la copia di carta.
Ma la sua riflessione va più in là: gli impatti del gratuito non si misurano solo sul guadagno monetario. Vi sono altri vantaggi:
- scrivere libri migliori; cita il caso di Adams, che ha scoperto un esercito di volontari in rete che hanno cooperato con lui alla nascita di nuove idee : I had an army of volunteer editors, and they never slept. The readers were changing the course of my writing in real time.
-
allargare l'audience e l'impatto di nuove idee, con benefici per Wired, il magazine che dirige
- sviluppare l'attività di conferenziere, usando la pubblicazione gratuita come marketing
- conquistare una merce rara: l'attenzione
Dunque, l'insegnamento di Anderson è che l'economia del dono, o della felicità, su cui DeBiase ha scritto recentemente un libro, non è roba da visionari e francescani, è la ricerca di un nuovo modello di business che sfrutta le potenzialità della rete e cerca tesori nascosti che altri ignorano.

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