Luca De Biase riassume tutta la vicenda di Facebook riguardo la proprietà delle informazioni postate dagli utenti, la discussione, il passo indietro, per giungere ora a declinare principi e regole.
In sintesi, Zuckemberg riconosce che i contenuti sono di proprietà di chi li ha immessi nella piattaforma, che li potrà ritirare a suo piacere, fatto salvo il principio ovvio, che rimangono in rete altrove se qualcuno si prende la briga di copiarli.
Quello che mi preme sottolineare qui è il principio di fondo (apertura e trasparenza) affermato da Zuckemberg, che poi è alla base della stessa rete: si traduce nella centralità delle persone, non delle aziende, delle istituzioni, o di chiunque voglia esercitare un controllo. Vale la pena riaffermarlo anche per il governo cinese o pr chiunque tentasse di imporre regole alla rete non condivise dagli utenti.
Vale anche per i politici italiani che, prima di decidere di lanciare iniziative di legge, o peggio di regolamentare singoli aspetti dell'ecosistema, dovrebbero avere almeno l'umiltà di ascoltare e verificare quanto architettano con i diretti interessati. Si eviterebbero così castronerie e figuracce


