Viene pubblicato oggi Spiriti animali. Come la natura umana può salvare la democrazia, Rizzoli, di George Akerlof e Robert Shiller. I due sostengono, in polemica con l'economia classica, che le persone non si comportano solo razionalmente e i mercati non tendono automaticamante all'equilibrio. E' storia vecchia, che ha un impatto su come i governi (non) intervengono in economia, e che ha i suoi epigoni in Milton Friedman e tutti i "liberisti puri". Le persone non agiscono solo con motivazioni economiche e in modo razionale. La crisi attuale, le bolle degli anni passati, e il buonsenso dovrebbero farci avvertiti.
Che non vuol dire tornare al mondo in cui lo stato si sostituiva all'imprenditore.I due annoverano tra gli spiriti animali la fiducia, il panico, il senso di equità, la malafede, l'illusione monetaria; ma soprattutto, scrivono, contano le "narrazioni", le promesse di ricchezza, il sofgne della crescita senza limiti. E questo tira in ballo l'informazione
Sempre sul Corriere, in prima pagina dell'Economia, una lettera di Antonio Costato, viepresidente di Confindustria, puntualizza un'altra questione cruciale: le imprese non sono tutte uguali, nella crisi occorre distinguere tra chi opera nel mercato concorrenziale e chi si muove in mercati oligopolistici. Fa una bella differenza

