Quintarelli interviene con chiarezza su un tema dibattuto molto, soprattutto in queste settimane. Mai direttamente: la rete è libera, e in che senso, che tutto è ammissibile?
Vale il principio che vi è libertà di espressione per tutti, rispettando il diritto di ciascuno alla propria reputazione. Vale il principio che le leggi che regolano il mondo fisico bastano in linea di massima a regolare lo spazio virtuale. L'anonimato va tutelato, sinché non minaccia la libertà e integrità degli altri, e in rete non è così facile mantenerlo.
In sostanza, la rete è uno spazio sociale, e come tale è soggetta alle stesse regole di convivenza civile che valgono nel mondo fisico. Non esite impunità, esiste responsabilità, personale e collettiva.
Detto questo, io il 14 aderisco all'iniziativa di Diritto alla rete, perché ritengo che l'equiparazione dei blog a siti di informazione sia una forzatura, stupida.
