Due eventi quasi contemporanei testimoniano quantoo sia attuale la ricerca di un modello di business che consenta ai giornali di superare la crisi che sta attraversando il settore. Calo drammatico della pubblicità, riduzione delle vendite, chiusura di milti quotidiani (soprattutto in Usa).
Carola Frediani sul Corriere.it (Via Pratellesi) annuncia che Johnston Press, gruppo editoriale che gestisce 300 giornali regionali in UK, metterà a pagamento l'accesso ad alcune testate online. E' un esperimento, incoraggiato dall'annuncio del Times di Murdoch, cha da gennaio passerà a una modalità a pagamento, escludendo l'acquisto del singolo articolo (ci ha provato il NYT, ma è stato un buco nell'acqua). Per surenchère, Murdoch ha minacciato di escludere le proprie testate da Google. Ma la strategia del tycoon australiano non regge, imho, se gli altri media non lo seguono; il Guardian, ad esempio, ha già annunciato che non farà pagare i propri lettori online
Molto meglio prendere atto della situazione, e cercare nuove strade. Ci prova Eric Scherer, nel report semestrale sui media (segnalato da Tedeschini Lalli), in cui si industria a trovare strade nuove. Scherer osserva tra l'altro:
- Non è più l’offerta che crea la domanda. Le nicchie soppiantano i pacchetti confenzionati generalisti. La distruzione di valore avanza a passo di carica, i modelli di business sono messi in dubbio o addirittura infranti, nuovi attori conquistano posizioni, ma la creazione di utilità pubblica è reale (conoscenze, condivisione, educazione, fonti specialistiche multiple…) e la creatività ben viva.
- Come succede ad altre istituzioni, l’autorità e il potere d’influenza dei giornalisti dei grandi media sono da tempo contestati da parte di una società nella quale la fiducia gioca un ruolo determinante. Peggio: [i giornalisti] non determinano più da soli l’agenda dell’informazione.
- Le nuove tecnologie scavano la fossa generazionale. In questo nuovo mondo chi li ignora lo fa a proprio rischio e pericolo. L’innovazione è per questo la sola assicurazione per la vita.
- Le logiche di controllo non funzionano più, anche se cresce il bisogno di difese giuridiche. Occorre probabilmente mollare la presa con dignità e abbracciare, in questa nuova economia della collaborazione, le logiche della cooperazione, della complementarità e dell’interazione.
Si tratta di due approcci diametralmente divergenti; personalmente il primo non mi convince, anche se pare che Apple stia pensando a foprme di distribuzione di contenuti simili a quelle della musica su iTunes. Molto meglio pensare a nuovi modelli di business, visto che i giovani sembrano sempre meno disposti a ritornare a vecchie forme di giardini chiusi, a luoghi in cui i contenuti siano esclusivi e a pagamento).
Il report di Scherer si scarica qui (.pdf)

