Luca segnala quello che la Francia sta facendo per uscire dalla crisi: Il presidente Sarkozy dice che l'anno prossimo la Francia investirà 35 miliardi di euro nella ricerca, nel sostegno all'università, nella banda larga. Un articolo sul Wsj cartaceo riporta i numeri. Si legge tra l'altro: 11 miliardi all'educazione superiore, 8 miliardi ai laboratori di ricerca, 2,5 miliardi a progetti nelle biotecnologie e nella cura della salute, 6,5 miliardi per tecnologie di risparmio energetico (auto, navi, aerei più puliti), 2 miliardi nella banda larga in fibra, 2,5 miliardi per la digitalizzazione di libri, film e altri beni culturali.
E' pur vero che la Francia non ha il debito pubblico dell'Italia, ma se si hanno pochi quattrini, il problema è come spendere quei pochi. Da noi l'investimento in innovazione e capitale umano non è una priorità.
PS: mi dicono che i fondi per gli ammortizzatori sociali, presi dai fondi europei (FSE), dovrebbero essere concessi ai lavoratori (giustamente) a fronte di un impegno in corsi di riqualificazione. Pare invece che - in Lombardia, ma mi figuro dalle altre parti - sia le aziende che i sindacati non facciano nulla per attivarsi in tal senso. Così quella che poteva essere una misura per riqualificare la forza lavoro diventa puro assistenzialismo

