Di tutte le cose dette e scritte sul nuovo prodotto di Apple, due mi convincono più delle altre:
- Luca DE Biase definisce sul sole24ore dio oggi iPad una "piattaforma", non un computer, non un oggetto multifunzionale, ma una piattaforma la cui fisionomia verrà definita dalle applicazioni che le varie industry saranno capaci di creare, e dal modello d'uso che i clienti inventeranno usandolo. Il suo valore sarà definito dalle applicazioni, dal software. La parola passa alle industry, prima fra tutte quella dei quotidiani.
- Alfonso Fuggetta, sottolinea alcune scelte software e l'apertura, e conclude: primo, ascolterei il keynote. Jobs spiega bene il posizionamento del nuovo dispositivo. Secondo, senza dubbio l’iPad dovrà crescere come è successo per l’iPhone. Leggo per esempio che non avrebbe il supporto per Exchange e spero che lo aggiungano subito.
Così come l'iPhone ha costruito il suo successo sull'essere "più e diverso da un telefono", e questa diversità gliela hanno conferita le migliaia di applicazioni dedicate, così iPad definirà la sua fisionomia sulla capacità dell'ecosistema di appropriarsene, plasmandone le funzionalità applicative, imho.
P.S: Questo approccio mi convince sempre di più, rispetto ai sostenitori dell'apertura piena, sempre e comunque, al mondo degli sviluppatori, della giustezza dell'approccio Apple. Jobs mantiene stretta l'incomparabile mix tra eleganza del design e user experience, resa coerente dalla selezione del software applicativo. E la qualità, garantita da questo controllo, è il valore aggiunto del mondo Apple

