50 anni fa moriva Adriano Olivetti, grande manager, illuminista, alla ricerca di compatibilità tra sviluppo industriale e equità sociale. Lo ricorda Roberto Masiero, citando un libro di Giancarlo Lunati, "Con Adriano Olivetti alle elezioni del 1958", ed. Vanni Scheiwiller, 1985. Un passaggio è molto attuale, a fronte dei disastri che ci circondano, e richiama la necessità di una borghesia seria, impegnata socialmente e attenta all'etica e alla prefigurazione di un futuro sostenibile:
"Molte sue scelte si spiegherebbero con una più corretta interpretazione della sua filosofia. Anche il passaggio dal pensiero politico all' azione politica fu una necessità, perchè seguì a una constatazione: la classe dirigente non è pronta alle cose nuove che devono essere fatte, la sua cultura è vecchia; occorre stimolarla, organizzando un "gruppo di pressione" che non sia un nuovo partito politico, ma che passi orizzontalmente attraverso i partiti politici"


