Luca riassume in un post i momenti salienti del dibattito sul futuro dei quotidiani, e ricorda che il peggior nemico del giornalismo sono i giornali fatti male. Esorta perciò gli editori a investire in innovazione dei loro prodotti, magari approfittando di supporti innovativi (l'iPad), che non sono un pericolo per Internet, ma un'opportunità per individuare alternativi - non esclusivi - modelli d'uso e magari di business.
Io resto convinto che il futuro del giornalismo nasce dall'allenza e dall'ibridazione tra il giornalismo professionale e il pubblico attivo, come dimostrano l'Huffington Post, il NYT, e tutti i media che si propongono strade alternative al solo modello pay-per-view.

