Carlo Formenti commenta un libro di Nicholas Carr, che parla di "svolta autoritaria" del cloud computing, e di Richard Stallman che parla di perdita della proprietà dei dati.
Giustamente Formenti propone di segmentare il problema: per le aziende si tratta di negoziare con il provider le condizioni di privatezza dei dati. L'utente finale deve difendersi non solo dal provider (il caso Facebook di queste settimane, o la politica di conservazione e utilizzo dei dati di Google), ma anche da altri interventi. Prima di tutto le agenzie governative o le forze dell'ordine - che possono richiedere e imporre la consegna di dati ai provider -, ma anche la criminalità in rete, che ha più volte violato le forme di sicurezza di molti provider, gestori di vìcarte di credito, rubando identità a man bassa.
E' perciò un tema critico, da tenere sotto controllo. La cautela più ovvia è quella di gestire in proprio i dati e i documenti più delicati, affidando al cloud quelli meno critici. La privacy costa, innnazitutto in termini di attenzione


