Luxottica, di Leonardo del Vecchio è un caso studio nelle business school internazionali. Da piccola azienda friulana è diventata una conglomerata di dimensioni mondiali, ho comprato i RayBan negli Usa ed è presente in forze in Cina. Ora l'azienda, lo racconta Di Vico sul Corriere, sta sperimentando una nuova forma di fidelizzazione dei propri dipendenti, offrendo loro forme di welfare privato:
È dalla primavera 2009 che la Luxottica si è incamminata sulla strada del welfare aziendale rinverdendo così una tradizione imprenditoriale tipica delle company town italiane (un esempio: la Trivero degli Zegna raccontata in questi giorni in una mostra alla Triennale di Milano) e che nel tempo si era persa per effetto dell`estensione del welfare statale. Leonardo Del Vecchio in persona ha voluto rilanciarla sia per legare maggiormente il gruppo alla cultura e alle esigenze della gente bellunese sia per far crescere un nuovo tipo di scambio, welfare per qualità, decisivo in lavorazioni come quelle degli occhiali dove la precisione e l`estrema flessibilità dell`intervento umano non possono essere soppiantate dai robot.
Un esempio per le aziende che cercano modelli per competere in tempi di globalizzazione (su alta gamma, dove il saper fare delle maestranze è cruciale), in particolare in tema di valorizzazione delle risorse umane. E un caso su cui riflettere per tutti gli innamorati delle insanabili contraddizioni di classe.

