Non avevo mai letto nulla di Wallace. Il suo romanzo è godibile, a tratti esilarante, nel primo capitolo mi è venuto in mente Salinger. Una scrittura vivace, invenzioni geniali, humor corrosivo; gli Usa nella loro complessità e miseria. Trovo però più profondi Froer e Eggers, in Wallace c'è qualcosa di irrisolto e non pacificato che non gli fa chiudere la narrazione. E, forse ha ragione Bartezzaghi nella prefazione, alla luce delle vicende definitive il sospetto si acuisce.
Comunque notevole, tra il meglio delle letture estive.

