Questo ma è paradigmatico nell'evidenziare le difficoltà di Obama in questo momento. Si è espresso così in un popolare talk show destinato ai giovani, il Daily Show di John Stewart.
Rampini racconta le difficoltà di un presidente che ha venduto un sogno, e si è poi scontrato con un disastro economico ereditato dalla politica del suo sciagurato predecessore. Ma i tassi di disoccupazione di oggi sono elevatissimi, le spese federali alte come non mai, le critiche all'invasività del governo spingono avanti il Tea Party. SI prevede un successo dei repubblicani.
Ma Obama non sta combatatttendo solo questa battaglia: la durezza del compito sta nel dover far cambiare attitudini consolidate da decenni nel popolo americano. Una cultura basata su alti consumi gonfiando il debito personale, un'abitudine a vivere al di sopra dei propri attuali mezzi rinviando al futuro le condizioni per giustificarli, un comportamento da "cicale" che mal si concilia con la situazione odierna. Questo è molto, molto più difficile che riportare il Paese fuori dalla crisi. Occorre cambiare i connotati del sogno americano così come si è consolidato negli ultimi trent'anni.
Prendere atto della realtà, modificare comportamenti consolidati, cambiare abitudini, attingere a nuovi canoni culturali in un mondo in grande trasformazione. Questa la sfida per Obama e per gli Usa. Una sfida che abbiamo di fronte identica anche noi.


