In più di tre ore di filmato MArtone ricostruisce circa 50 anni di lotte risorgimentali per raggiungere l'unità d'Italia. Lo fa attraverso tre storie di giovani meridionali e della loro partecipazione a quelle vicende. Un film generoso, che ha molti meriti: evita la ricostruzione agiografica, seguendo poco i grandi protagonisti, e i grandi episodi (i moti del '48, i mille in Sicilia, ecc.). Attarverso la vita dei protagonisti evidenzia però gli aspetti problematici, la diffidenza tra repubblicanbi e monarchici, i settarismi, i dogmatismi. Ricostruisce cioè un clima che i sussidiari scolastici trascurano, e ci rimandano un ritratto dell'Italia di 150 anni fa i sui connotati si riflettono pesantemente sul presente.
La lettura dei fatti di ieri, però, appare molto influenzata dai fatti e dalle polemiche dell'oggi. Il risultato è che non si capisce bene quali siano le conclusioni dell'autore: un po' rivoluzione incompiuta, un po' sacco del Sud, un po' trasformismo. Occorre poi conoscere (o ricordare) molto bene la storia di quegli anni per orientarsi: della spedizione garibaldina per la liberazione di Roma e gli scontri in Aspromonte con l'esercito italiano (piemontese), non ricordavo quasi nulla, ho dovuto ricorrere a Gabriella per rinfrescare la memoria. L'unico personaggio totalmente positivo (e moderno, verrebbe da dire), è Cristina contessa di Belgiojoso. Un monumento di buon senso e di concretezza politica quando, all'ex amante Angelo, spiega che senza l'educazione del popolo le insurrezioni sono fallimentari.
In ogni caso un film da vedere con una serie di interpretazioni di altissimo livello
TrackBack
URL per il TrackBack a questo post: http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d83451d61d69e20134899770ea970c
I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Noi credevamo:
Commenti
Noi credevamo
In più di tre ore di filmato MArtone ricostruisce circa 50 anni di lotte risorgimentali per raggiungere l'unità d'Italia. Lo fa attraverso tre storie di giovani meridionali e della loro partecipazione a quelle vicende. Un film generoso, che ha molti meriti: evita la ricostruzione agiografica, seguendo poco i grandi protagonisti, e i grandi episodi (i moti del '48, i mille in Sicilia, ecc.). Attarverso la vita dei protagonisti evidenzia però gli aspetti problematici, la diffidenza tra repubblicanbi e monarchici, i settarismi, i dogmatismi. Ricostruisce cioè un clima che i sussidiari scolastici trascurano, e ci rimandano un ritratto dell'Italia di 150 anni fa i sui connotati si riflettono pesantemente sul presente.
La lettura dei fatti di ieri, però, appare molto influenzata dai fatti e dalle polemiche dell'oggi. Il risultato è che non si capisce bene quali siano le conclusioni dell'autore: un po' rivoluzione incompiuta, un po' sacco del Sud, un po' trasformismo. Occorre poi conoscere (o ricordare) molto bene la storia di quegli anni per orientarsi: della spedizione garibaldina per la liberazione di Roma e gli scontri in Aspromonte con l'esercito italiano (piemontese), non ricordavo quasi nulla, ho dovuto ricorrere a Gabriella per rinfrescare la memoria. L'unico personaggio totalmente positivo (e moderno, verrebbe da dire), è Cristina contessa di Belgiojoso. Un monumento di buon senso e di concretezza politica quando, all'ex amante Angelo, spiega che senza l'educazione del popolo le insurrezioni sono fallimentari.
In ogni caso un film da vedere con una serie di interpretazioni di altissimo livello
Noi credevamo
In più di tre ore di filmato MArtone ricostruisce circa 50 anni di lotte risorgimentali per raggiungere l'unità d'Italia. Lo fa attraverso tre storie di giovani meridionali e della loro partecipazione a quelle vicende. Un film generoso, che ha molti meriti: evita la ricostruzione agiografica, seguendo poco i grandi protagonisti, e i grandi episodi (i moti del '48, i mille in Sicilia, ecc.). Attarverso la vita dei protagonisti evidenzia però gli aspetti problematici, la diffidenza tra repubblicanbi e monarchici, i settarismi, i dogmatismi. Ricostruisce cioè un clima che i sussidiari scolastici trascurano, e ci rimandano un ritratto dell'Italia di 150 anni fa i sui connotati si riflettono pesantemente sul presente.
La lettura dei fatti di ieri, però, appare molto influenzata dai fatti e dalle polemiche dell'oggi. Il risultato è che non si capisce bene quali siano le conclusioni dell'autore: un po' rivoluzione incompiuta, un po' sacco del Sud, un po' trasformismo. Occorre poi conoscere (o ricordare) molto bene la storia di quegli anni per orientarsi: della spedizione garibaldina per la liberazione di Roma e gli scontri in Aspromonte con l'esercito italiano (piemontese), non ricordavo quasi nulla, ho dovuto ricorrere a Gabriella per rinfrescare la memoria. L'unico personaggio totalmente positivo (e moderno, verrebbe da dire), è Cristina contessa di Belgiojoso. Un monumento di buon senso e di concretezza politica quando, all'ex amante Angelo, spiega che senza l'educazione del popolo le insurrezioni sono fallimentari.
In ogni caso un film da vedere con una serie di interpretazioni di altissimo livello
Scritto il 29/11/2010 alle 09:55 nella Commenti | Permalink
Tag Technorati: letture, ricostruzioni, risorgimento
Segnala su Digg | Tweet questo!