Da non dimenticare mai (e spesso ce ne scordiamo, anche qui, si parva licet). La regola del buon giornalismo dice che ogni notizia deve essere suffragata da una verifica sulla fonte (persona o documento). Lo ricorda Amy Gahran (ne scrive Tedeschini Lalli) su Knight Media Center, a proposito degli articoli sulle decisioni della FCC riguardo la Net Neutrality: “Ciò che mi inquieta di questo episodio è che lo scopo principale del giornalismo è di chiarire ciò che è dimostrabilmente noto rispetto a ciò che la gente dice. Questo è il confine che separa i fatti dallo spin“, cioè dalle interpretazioni della stampa, chiosa TL.
Ora, in questo Paese il giornalismo non ha lo stile anglosassone, ma ultimamente si sta imbarbarendo per questioni politiche o di bottega.
Ci si richiama alla protezione delle fonti, mettendo in giro informazioni inverificabili, applicando solo uno degli aspetti dell'etica professionale; si dimentica appunto l'altro, la verificabilità della notizia. In questo modo qualsiasi calunnia è accettabile. Ma è tutto tranne che giornalismo.
P.S: faremmo bene a ricordarcelo anche tra blogger; non ci sono leggi, c'è però l'etica che va salvaguardata.


