Moisés Naim, sul sole24ore, attenua la retorica sulla funzione delle nuove tecnologie riguardo le vicende in Tunisia, Egitto e Libia. La sua tesi è che sono le condizioni materiali alla base della rivolta, che Twitter e Facebook sono uno degli elementi di coagulo della protesta, che molto fanno le televisioni e l'effetto imitativo. E che bisogna guardarsi dell'enfatizzare la realtà: in Egitto decisivi sono stati i militari.
Tutto vero. Resta il fatto che Internet è una finestra aperta sul mondo, strumento di conoscenza e scambio; questo, sul lungo periodo, è forse più importante di una rivolta

