Su UX Magazine si cita un libro, A Whole New Mind: Why Right-Brainers Will Rule The Future, in cui Daniel Pink sostiene che siamo nella Conceptual Age, dopo quella Industriale e quella dell'Informazione. Questa e' caratterizzata dal protagonismo dei knowledge workers, diremmo gli intellettuali, dalla prevalenza dell'area destra del cervello - creativa, emozionale - su quella sinistra, sede della razionalita'
Le attitudini caratteristiche di questa era sono: design, narrazione, sinfonia, empatia, gioco e significato.
La narrazione, dice l'autrice dell'articolo, e' molto piu' che un insieme di fatti, e' la loro contestualizzazione, che conferisce loro un senso (ad esempio, mentre l'articolo si occupa di design, trovo che questa caratteristica definisca il ruolo del giornalismo vero, comunque praticato; e vale pure per la politica, che invece arranca proprio nell'incapacita' di trovare una narrazione emozionale, coinvolgente, che dia anche un senso complessivo, una visione dell'esistenza da proporre, soprattutto ai giovani).
E' vero nel marketing come in politica, servono storyteller adeguati al livello della sfida dei tempi. In generale manca una narrazione, specialmente da noi, che unifichi le energie, indichi una direzione, e dia un senso collettivo alle nostre vite.



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