Su The Japan Times, Xavier Solanas, ex commissario europeo, fa un'accurata analisi delle potenzialita' del commercio estero a partire dalle rotte di scambi. Lo spostamento dell'asse dall'Atlantico al Pacifico sta creando occasioni per il Meditterraneo, che puo' tornare ad essere il punto d'ingresso del commercio con il Far east.
Oggi, scrive Solana,il traffico di container tra Far East ed Europa ammonta a 18 Mni TEUs (Twenty-Foot Equivalent Units) all'anno, 20 Mni di TEUs quello Trans-Pacifico e solo 4.4 Mni di TEUs quello Transatlantico tra Europa e America. Ciononostante solo il 28 % entra dai porti meridionali: Barcellona, Marsiglia, Valencia e Genova, il 72% ci arriva attraverso i porti nord europei.
L'ottimizzazione degli scambi invece si avrebbe con il 63% appannaggio del sud e il 37 in ingresso a nord. Uno studio dell'Agenzia Europea dell'Ambiente calcola che si avrebbe un vantaggio anche in termini di sostenibilita': il CO2 si ridurrebbe del 50%.
Perche' questo si possa realizzare occorrono condizioni economiche e politiche, essenziali per rispettare i programmi di Europa 2020. Innazitutto devono essere potenziate le infrastrutture, sia dei porti che dei trasporti. Si pensi al danno che ne avremmo per la non realizzazione del corridoio 5.
In secondo luogo, occorre che il Canale di Suez resti la via libera di grande traffico che e' stata per gli ultimi 50 anni.

