Nina Khosla su TechCrunch sottolinea un aspetto dei network sociali che sperimentiamo tutti, credo: quanto piu' vasta si fa la nostra socialita', tanto meno riusciamo a seguirla effettivamente. Il paradigma e' fb, che in effetti non amo particolarmente: concordo col fatto che quanti piu' amici frequentano la mia pagina, tanto meno riesco a seguirli, se non sporadicamente. Lo stesso avviene con i gruppi su Linkedin: le numerose mail di segnalazione delle novita' mi rendono sempre piu' difficile deguirli regolarmente.
Anche Twitter, sostiene ancora Nina, ha lo stesso effetto. Piu' si ampia l'audience, meno si riesce a seguire la conversazione. Da queste considerazioni, l'autrice trae la convinzione che quello che funziona sono le community, meglio se ridotte (non piu' di 150 partecipanti). Perche' nelle community si riesce a gestire una conversazione e, ancora piu' importante, a condividere emozioni.
Sono parzialmente d'accordo. Credo che i vari tools che il 2.0 ci mette a disposizione vadano finalizzati e usati in modo diverso. Personalmente uso twitter per segnalazioni (dare e ricevere) interessanti, linkedin per aggiornamento e discussioni professionali, il blog per riflessioni e per appuntarmi temi utili.

