Luca Ricolfi su la Stampa, commenta gli "emendamenti" alla manovra di Tremonti:
(...) Ora, tuttavia, mettendo in fila le proposte alternative dei critici della manovra, proposte che vengono sia dalle opposizioni sia dall’interno della maggioranza (in particolare dalla Lega), non posso che riconoscere: uditi i critici, era meno peggio il menu confezionato da Tremonti.
Le contro-proposte, o contro-manovre, sono infatti largamente peggiorative. Quanto a quella del Partito democratico, è difficile non condividere il severo giudizio espresso nei giorni scorsi da Tito Boeri, sulle colonne di «Repubblica»: le misure proposte dal Pd sono ancora meno incisive di quelle di Tremonti, e inoltre hanno il grave difetto di spostare il baricentro della manovra ancor più dal lato delle entrate.
Due osservazioni. Il governo ad agosto ha approvato la manovra all'unanimita', poi il diluvio di obiezioni. Il PD non si sottrae a questo gioco, evitando di affrontare il nodo delle provincie e delle pensioni. Ognuno ha la sua riserva indiana da difendere.
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