Sul blog di Italiani di Frontiera, un post di Enza Sebastiani (da leggere tutto), filmaker ad Apple, ha alcune notazioni illuminanti per capire le differenze tra Usa e Italia per giovani professionisti:
Forse la personalita’ conta piu’ della nazionalita’. Ad Apple ho avuto l’occasione di lavorare con ingegneri di diverse nazionalita’, fra i quali un indiano dalla creativita’ incredibile. Ma una costante che noto negli italiani qui alla Apple e’ proprio che sono tutti estremamente creativi. Vengono da un background di musica, cinema, o matematica. E la creativita’ artistica aiuta molto, nel software. Se c’e’ un problema tecnico, chi e’ creativo trova prima la soluzione, rispetto a chi sa cercarla solo applicando una serie di protocolli. Seguire le procedure del manuale non e’ tutto quel che puo’ fare un montatore o disegnatore di motion graphic. Specie se ha un cliente che gli soffia sul collo chiedendo in un quarto d’ora un 3D logo da presentare… il modo in cui gli ingegneri italiani guardano al software e’ proprio pensando al cliente e questo e’ fondamentale, perche’ puoi fare il prodotto piu’ bello della Terra ma se l’utente non lo sa usare… non viene utilizzato e il software viene tagliato dalla produzione.
ITALIA E USA – Quando torno in Italia, vedo un Paese che avrebbe tantissime possibilita’ di insegnare al mondo. Ma non sa gestire i suoi gioielli. Penso all’assistenza sanitaria e sociale, ad esempio. Qui in America se stai male e non hai assicurazione sei morto. Non hai un lavoro o una polizza? La gamba rotta te la riporti a casa. Mentre mio padre e’ stato per mesi al San Camillo a Roma, incontrando medici e infermiere…angeli, che facevano tre, quattro turni, che l’hanno riportato in vita sessanta volte… Continuando a lavorare sotto turni stressanti per mancanza di budget…
MERITOCRAZIA NEGATA – In Italia, sul lavoro invece sembra che quel che si sa fare non conti. Quando ho provato a rientrare a Roma, per via di mio padre, con l’esperienza che avevo, nemmeno rispondevano alle mie richieste di lavoro. Unica eccezione la Notte Bianca, grosso evento estivo, in cui ho fatto regia, riprese e montaggio per “L’altra faccia del mondo” uno spettacolo teatrale di narrativa su diari di viaggi di grandi scrittori, poeti e artisti fermatisi alla Palazzina di Villa Borghese a Roma, oggi sede dell’Istituto Geografico Italiano.
DONNE AL LAVORO – Ad un colloquio di lavoro in Italia, mi era capitato di sentirmi domandare se ero sposata, se avevo figli e se ero disposta a viaggiare con il vicedirettore.. “Devo anche mettermi la minigonna?”, avevo risposto. Qui negli Usa, ti farebbero causa. Domande sullo stato civile non sono ammesse, la privacy e’ molto tutelata. Ci sono molte piu’ restrizioni e un ingegnere che ti mette la mano sul sedere non c’e', perche’ senno’ gli fai causa e l’azienda sborsa milioni… anche se ci sono donne che si sono trovate in condizioni antipatiche… ci sono tutele, tuttavia una vera parita’ e’ ancora lontana. Ci sono siti su cui si puo’ verificare che a parita’ di mansioni, il salario di una donna e’ dal 20 al 40% inferiore a quello di un uomo. Pian piano le donne stanno cercando di emergere anche nel campo della tecnologia. Che nel complesso pero’ resta ancora prevalentemente maschile.

