Eupolis Lombardia è il nuovo istituto che raggruppa le attività di ricerca (Irer), di formazione (Iref) e le statistiche regionali. Fondato l'anno scorso si è presentato oggi con un convegno che aveva al centro i temi della formazione e della conoscenza.
Ovviamente l'università e l'alta formazione erano il cuore dell'attenzione, e sono stati discussi i risultati di una valutazione OCSE sul sistema. Valutazione lusinghiera, soprattutto se paragonata al livello nazionale, con molto da fare per essere in competizione con le eccellenze internazionali; le 41 raccomandazioni finali testimoniano del lavoro da fare. Della discussione, annoto alcune osservazioni:
Leonida Miglio, fisica della materia a Milano-Bicocca, osserva che la fuga dei ricercatori è dovuta non tanto ai tempi di attesa o al denaro, ma soprattutto alla prospettiva di essere o meno valorizzati; l'intervento su questo aspetto è ancor più importante della riforma dell'istituzione. Inoltre sarebbe importante cambiare il modello formativo, utilizzando maggiormente il modello del leaqrning by doing in sostituzione del massiccio impiego del metodo deduttivo.
Stefano Paleari, rettore a Bergamo, si è lamentato dell'ancor scarsa autonomia effettiva. Il nostro ranking internazionale è basso perché si richiede di utilizzare premi Nobel nell'isegnamento - e non ce lo possiamo permettere - e viene richiesto un rapporto docenti-studenti 1 a 10, mentre da noi la media è 1 a 30.
Giovanni Azzone, rettore del Politecnico, ha suggerito di cambiare ottica. Nei bandi dovremmo valorizzare il nostro welfare, e quello lombardo (soprattutto sanità) è eccellente, e riequilibra le condizioni finanziarie che possono offrire altri. Una assicurazione sanitaria negli Usa riduce molto il vantaggio dello stipendio. Sul piano della valorizzazioen del merito Azzone fa presente che le selezioni dei docenti vengono ora fatte con valutazioni di esperti stranieri.

