Un lungo articolo del New Yorker, segnalato da Dan Gillmor si Google+, ripercorre i tre anni di governo di Obama. I sogni della vigilia, le difficoltà del governo, le insidie di una opposizione accanita.
Il sogno iniziale, di rompere una divisione esacerbata tra i due partiti, Democratico e Repubblicano, si è scontrata con un'eredita pluridecennale e un partito repubblicano mai così a destra nel passato.
Le difficoltà economiche del 2008 hanno ridotto di molto le sue ambizioni di riforma, e la vittora elettorale del GOP alle elezioni di medio termine hanno ulteriormente indebolito il presidente, anche agli occhi dei suoi fan più di sinistra.
Ciononostante, conclude il New Yorker, Obama resta un presidente con grandissimi risultati a suo favore: ha contrastato una crisi epocale, riformato Wall Street, varato una riforma sanitaria di grande rilievo.
Se i repubblicani gli oppongono Gingrich forse ce la fa.


