Maurizio Molinari racconta che l'ingresso in borsa di facebook sta agitando l'establishment finanziario. C'è il timore concreto che l'entità della valutazione, 75-100 Mdi di $ faccia ricomparire la bolla del 2000. Faranno la differenza, scrive Molinari, gli impieghi del capitale da parte di Zuckemberg.
E' una sfida per la Rete e i social network, se si dimostrerà la loro capacità di creare valore, posti di lavoro, di incidere sull'economia reale, verranno forse sdoganati contro la diffidenza della brick economy.
Eppure la "social economy" e l'enterprise 2.0 hanno già dimostrato di essere utili alle aziende che li utilizzano con un approccio strutturato: sia per aumentare l'impatto sul mercato costruendo relazioni più solide con clienti e fornitori, sia per coinvolgere maggiormente nel business le persone che lavorano in azienda.
Tornando a Molinari: Sheryl Sandberg (...) il braccio destro di Zuckerberg vuole infondere sicurezza sul fatto che Facebook ha in mente un modello di crescita e sviluppo, destinato a trasformare il boom delle comunicazioni virtuali in ricchezza nell’economia reale, in maniera tale da cambiare in meglio la vita di milioni di persone. E’ una scommessa che, riuscendo, può trasformare i social network in uno dei motori della crescita nel XXI Secolo e per avere un’idea della quantità di danaro che Facebook aspetta di raccogliere basti pensare che l’Ipo più simile, quella di Google, iniziò con una quotazione di 85 dollari per azioni che al momento ne valgono 580.

