Qualsiasi movimento spontaneo che voglia avere presa sulla realtà deve costruirsi delle alleanze. Proprio in quanto nato attorno alla ribellione a una situazione data, è necessario che sia in grado di darne una lettura lucida. Individuate le cause del disagio, occorre che individui le ragioni profonde che l'hanno determinato e verifichi se queste non estendano i loro effetti in latri settori.
Allargare la visuale, per allargare la forza di impatto contro uno shieramento avversario, è fondamentale per dare respiro a qualsiasi movimento di massa.
Occupy Wall Street, quando è nato, era raccontato come un gruppo raccogliticcio di cui facevano parte molti giovani, alcuni fricchettoni d'antan, qualche nostalgico.
Nel tener duro della protesta hano attratto l'attenzione dei sindacati e si sono accattivati la simpatia della gente, quando non hanno reagito alle palesi violenze dei poliziotti di NYC.
Ora, pare che abbiano costruito alcune alleanze all'interno dello schieramento avversario, quello della finanza. Un buon segno; speriamo che la loro maturità riesca ad innescare un dibattito pubblico che faccia i conti con l'eccessivo spazio della finanza nell'economia attuale.