Il tema dell'autoproduzione è stato messo in risalto nei recenti Saloni di Milano con una esposizione dedicata alla Fabbrica del Vapore. Enrico Bassi, designer e coordinatore di Fablab Torino, ne parla su Che Futuro!
I designer, scrive Bassi, di solito nel processo creativo si fermano alla visualizzazione 3D, raramente arrivano al modello o al prototipo, quasi mai al prodotto finito. In questo modo finiscono per essere necessariamente subalterni al marketing e alla produzione. E' l'effetto della produzione industriale, della massificazione necessaria per arrivare al mercato.
Ma la la Rete sta cambiando il contesto: la collaborazione che spesso si sviluppa in rete consnete di scambiarsi idee e di gestire in comune un progetto, le licenze Creative Commons creano la possibilità di vedere riconosciuto il proprio ruolo.
Così riflette Bassi: Immaginate cosa vorrebbe dire se una rete eterogenea e fluida di progettisti contribuissero ognuno alle idee dell’altro, le implementassero, modificandole per adattarle a varie esigenze e necessità. Inoltre nessuno può appropriarsi indebitamente di qualcosa di non suo: tutto è documentato e raccolto online, visibile a chiunque.
I progetti e gli artefatti poi possono essere prodotti localmente in tutto il mondo.
Sull'esempio di Kickstarter - piattaforma che mette in rete i progetti e li finanzia se ci sono clienti sufficienza - Autoprogettazione 2.0, presentato ai Saloni, ha raccolto progettisti di alto profilo pronti a condividere alcuni loro progetti con chiunque fosse interessato. Certo, non è la sostituzione del modello industriale tradizionale, ma al tempo stesso afferma la possibilità di autoprodurre con risultati di alta qualità.
Ma l'utilizzo dell'ecosistema di rete dà altri vantaggi, e ha controindicazioni, come avvertono Reinertsen e Thomke nel loro Innovators, Are You Applying the Wrong Lessons from Manufacturing? pubblicato su Harvard Business Review.
La Rete viene in soccorso all'autoproduzione, rendendo ininfluente anche marketing e vendite. E' recentissima l'iniziativa di Sahil Lavingia che creato Gumroad, piattaforma di e-commerce che raccoglie le idee creative e ne facilita la vendita in cambio di una piccola percentuale.
Dunque, per ora fenomeni di nicchia, destinati però a cambiare il panorama del design e della produzione creativa in maniera significativa.


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