La classe

Laclasse Arriva al momento giusto questo film francese premiato a Cannes; in mezzo a polemiche tra maestro unico e classi "ponte". E' un film duro, la Classe, perché ci rimanda la realtà di una scuola media della banlieue di Parigi dove, al di là della buona volontà degli insegnanti, la diffidenza e i preconcetti degli studenti impediscono un dialogo formativo efficace. E' innanzitutto una difficoltà di linguaggio a separare l'adulto francese dagli adolescenti immigrati: il limite culturale porta a non comprendere il contesto del discorso e a ignorare le sfumature. Allora si precipita negli stereotipi, non solo la divaricazione adolescente-adulto, ma anche quella bianco-colored e cristiano-musulmano. Pur in un contesto in cui la soggettività degli studenti viene valorizzata in modo stellarmente lontano dal nostro (due rappresentanti partecipano agli scrutini e alla discusssione dei voti), e la figura del docente e la dsiciplina difese strenuamente, il messaggio è che i due mondi sono lontani e l'incontro è difficile.

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Lezione 21

Visto Lezione 21 di Baricco. E' una lezione di storia e di musica: il tema è la IX di Beethoven. Il più bel pezzo di musica classica di tutti i tempi, o musica vecchia e canto del cigno di un grande compositore. Baricco trasforma la lezione in una favola, un tema che potrebbe essere noioso, da addetti ai lavori, in un gioco geniale. Come potrebbe/dovrebbe essere la scuola oggi, e come forse non sarà mai. Ma sognarlo fa bene, di questi tempi. Competenza, fantasia, tecnologia. Un John Hurt straordinario nella parte del professor Mondrian Gilroy. Mi piacerebbe avere l'opinione di Gigi e Gaspar, cultori di classica.

Burn after reading

Visto ieri sera con famiglia. E' il classico film dei fratelli Cohen, sconclusionato, irriverente, a volte sulfureo. Grandissimi attori, su tutti Frances Mc Dormand, una donna determinata che ha visti troppi film di spie, John Malkhovich, e Tilda Swinton, bravissima e odiosa. I due, Pitt e Clooney, bravi anche loro e apprezzabili per aver accettto la parte degli idioti (forse un filo troppo macchiettistici). Il film è divertentissimo, e va visto, vale le 5 stelle del Corriere. Una battuta memorabile, tra agente CIA e il suo capo:
-"Quale lezione abbiamo imparato?"
- "Veramente non so capo"
- "Memmeno io. Comunque non lo faremo più"

Cloverfield

Non amo il genere "mostri allo sbaraglio" e quindi ho seguito distrattamente i trailer passati nei TG nazionali. Ma i commenti di Kurai e di Mafe mi hanno convinto ad andarlo a vedere, e se riesco ci porto anche Giacomo

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Note a margine di un film

Dylan Sono andato a vedere "Io non sono qui". E' un film bello, coinvolgete, sensibile. Non è la biografia di Bob Dylan, piuttosto sei momenti che ne evidenziano le emozioni, l'impegno, il rifiuto dell'omologazione a uno stereotipo. Grandissima Kate Blanchet, la più dylaniana dei personaggi.
E proprio a lei tocca vivere la conversione di Dylan alla musica elettronica, e affrontare a muso duro gli ex-fans che trattano Dylan da giuda, traditore, etc. I grillini al confronto, sono educande. Dylan/Blanchet li affronta con il coraggio di una scelta meditata, a rischi dell'impopolarità. Come non sono capaci di fare i politici di casa nostra

Il flauto magico

Locandinaflautomagico150 Piacerebbe molto al mio amico Gigi, musicofilo onnivoro. Branagh rilegge ed attualizza l'opera di Mozart, già rivisitata da Bergman, in uno splendido film. Quella di Branagh è una trasposizione "pacifista", risente dell'impegno inglese in Iraq, che ambienta nella prima guerra mondiale. Fantastici gli attori, ottimi cantanti lirici. La musica è stupenda, consiglio l'edizione di Deutsche Grammophone diretta da Von Karajan. Se poi vi interessano gli archetipi, ci sono libri che fanno una lettura  psicoanalitica del testo o si richiamano ai riti di iniziazxione masssonica

Le vite degli altri

Le_vite Con grande ritardo siamo riusciti a vedere questo film, in un pomeriggio milanese piovoso che si sposava perfettamente con l'atmosfera del racconto. Claustrofobico, il controllo che la Stasi tedescoorientale esercita sui cittadini: non c'è vita privata, non ci sono sentimenti, nessuno è insospettabile. Gli attori sono tutti straordinari, ma su tutti Ulrich Muhe, perfetto inquisitore, freddo, implacabile, che a contatto con un mondo di artisti pieni di emozioni, sentimenti, a poco a poco si sgretola e diventa "una brava persona". Muhe riesce a dare, nel corso delle due ore, il senso di un mutamento radicale semplicemente addolcendo lo sguardo. Un grande regista, splendidi attori, un film da far vedere ai giovani nelle scuole come vaccinazione contro tutte le dittature

Il profumo degli anni '60

Bobby Bobby è un gran film. Le ultime 16 ore della vita del senatore Robert F. Kennedy, raccontate attraverso la vita di un gruppo di persone radunate all'Hotel Ambassador di L.A. L'espediente di Emilio Estevez, il regista, è quello di mescolare i discorsi della campagna delle primarie in California con le vicende dei suoi personaggi. Ne emerge un affresco che riesce a dare il "senso" di quel periodo, con flash sul razzismo (e l'omicidio del Dr. King, Martin Luther), la dura repressione dei neri da parte della Guardia Nazionale (sino a fare blocchi davanti ai seggi), l'entusiasmo dei giovani supporter del senatore, l'uso delle droghe come esperienza spirituale (prima del suicidio generazionale del decennio successivo), i primi accenni di femminismo, e molto altro.

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Romance & Sigarettes

RsAssolutamente straordinario. Il film di John Turturro gioca con tutti gli stereotipi della cultura italo-americana, con un'ironia pungente. Una leggendaria Susan Sarandon, così brillante solo in Rocky Orror Picture Show, la moglie tradita; James Gandolfini, il fedifrago, spericolato come carpentiere quanto come amante della bella, conturbante e sboccata Kate Winslet.
Uno spaccato del proletariato urbano americano, ironico ma indulgente, interrotto da lampi di musical che lasciano esterrefatti dapprima, e divertitissimi nel prosieguo.
La colonna sonora è consigliata per gli over 40, Janis Joplin (grandissima la performance di Saradon nel coro in parrocchia), James Brown, Tom Jones, e tanti hit italiani in salsa Usa.
Il cast di contorno è all'altezza: oltre alle tre figlie della coppia, un eccezionale Christopher Walker in un cameo alla Elvis.
Un film antifumo da non perdere

Volver di Pedro Aldomovar

Penny Approfittando dell'assenza di Giacomo, mio figlio, siamo andati al cinema a vedere Volver, di Almodovar.
Due grandi interpretazioni, di Penelope Cruz (foto) e Carmen Maura.
E' un mèlo molto divertente, carico di passioni e di colpi di scena. Un universo femminile, in cui gli uomini sono comparse (negative) o ininfluenti (il marito di P.).
Il mondo femminile è fatto di solidarietà, compassione, disponibilità.
La Cruz è un'eroina moderna, coraggiosa, determinata. Un po' Sofia Loren, un po' Anna Magnani, non a caso citata in unol spezzone.
Vale al pena di vederlo