Il giudizio del commissario per l'agenda digitale, Nelie Kroes, è severo. L'Italia è indietro nell'utilizzo di Internet e la banda larga, in particolare le pmi; Kroes suggerisce di utilizzare i fondi strutturali dell'Unione Europea, proprio quelli che restano largamente inutilizzzati al Sud (e vengo persi) e poco utilizzati al Nord su queste partite. II maggiori ritardi: In quali campi si può fare meglio? «Nell`egovernment. Malgrado i miglioramenti realizzati negli ultimi anni sia nella disponibilità che nella qualità, l`uso dei servizi pubblici online da parte degli italiani rimane il più basso nell`Europa a 27 (22% contro una media del 41%), Questo probabilmente è legato al fatto che l`Italia è agli ultimi posti nell`uso di Internet: l`anno scorso solo il 57% degli italiani ha usato il web contro il 71% dei cittadini europei».
Sollecitata da Segantini su Corriere Economia, la commissaria non si sbilancia sulla competizione tra fibra e vectoring (su rame) e sulla disaggregazione dei servizi. La Commissione vigilerà perché la concorrenza venga garantita e tutte le tecnologie possano essere utilizzate. Nella pagina accanto Segantini sostiene che la concorrenza in Italia è assicurata: quasi 5 milioni di linee date in umbundling da Telecom alla concorrenza. Le tariffe si sarebbero dimezzate dal 2000 a oggi.
Altro dato, derivato da una dichiarazione di Stefano Parisi a Segantini: l'ICT in Italia investe ogni anno otto Mdi €, ed è seconda in Europa solo al Regno Unito per investimenti in rapporto al fatturato.
Qualcosa non quadra, se la situazione è così rosea e avanzata, come mai siamo uno dei fanalini di coda del continente?
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