
La grafica qui sopra descrive bene il percorso degli ultimi 30 anni (non a caso il primo computer è un Macintosh), e la penetrazione dell'ICT nel nostro orizzonte quotidiano, tra le mura domestiche e al lavoro.
All'inizio del recente decennio le tecnologie 2.0 hanno avuto il merito di spostare l'attenzione dalla rete di computer alle persone, sottolineando l'aspetto umano e mettendolo al centro. I social media ci hanno poi spinto a restare sempre connessi, always on, e paradossalmente, la nostra quotidianità sociale ha lentamente invaso quella lavorativa.
Il risultato della nostra attività sulle piattaforme social, scrive David Armano di Edelman, è l'accumularsi di una enorme quantità di dati che costituiscono l'ecosistema digitale. Questa è la premessa per il prossimo stadio, appena all'inizio, il social business.
Le aziende stanno con cautela esplorando questa opportunità, che consnete di entrare in relazione diretta con clienti e prospect, "ingaggiandoli" in una relazione che può creare profitto. Ma l'operazione è tutt'altro che facile, perché mette in discussione non solo il senso della relazione (ascolto più che comunicazione), ma anche modelli di business consolidati e l'organizzazione stessa dell'azienda.
Il mondo social, poiché ha al centro le persone, tende a metterle tutte sullo stesso piano, e a discriminarle solo in base all'autorevolezza, o all'efficacia con cui espletano un ruolo o una funzione.
Non è cosa semplice, e le modalità con cui rapportarsi al social business riempiono le conversazioni in rete, soprattutto su twitter e linkedin. Le fan page su facebook, create dalle aziende, sono poi delle vere e proprie palestre. e diventano casi studio da discutere.
Quel che è certo è che il futuro è già qui, ed è dicverso da ieri. La grafica sopra rischia di essere fuorviante nella sua (apparente) sequenzialità. Prima di tutto perché è importante avere masticato e digerito le peculiarità di ciascuna fase (e spesso nelle aziende italiane si tende a attarversarle un po' superficialmente, quando non a saltare un passaggio).
In secondo luogo, perché i gradini non sono tuttio della stessa altezza: l'ultimo mette in discussione contemporaneamente aspetti tecnologici (consocenza di piattaforme e sistemi), ma anche metodologie manageriali e organizzative. Queste ultime molto più complesse e difficili da cambiare, perché connaturate profondamente con la cultura d'impresa.
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