Terzo Millemnium

Larsson Domani esce il terzo libro di Stieg Larsson, autore della saga Millemnium. Ne voleva scrivere 10, per un infarto ne ha completati solo tre, un quarto forse uscirà, apocrifo. Se ne vanno sempre i migliori, i pessimi non muoiono mai....

La breve favolosa vita di Oscar Wao

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Attenti che non vi perseguiti un fuku, per voi la vita sarebbe veramente dura. Succede però solo se siete dominicani. Un libro splendido, Pulitzer 2008, strameritato da Junot Diaz

L'ultimo vero bacio

Copj13.asp Un romanzo magistrale. Romanzo, non solo giallo, perché Crumley è un grande scrittore, i  suoi personaggi sono vivi, veri, e la sua scittura e le atmosfere sono quelle dei maestri della letteratura. Un po' Chandler, un po' Ross Mc Donald. Un libro che si legge d'un fiato, e un personaggio che rincresce abbandonare.

Non conoscevo James Crumley prima, credo che leggerò tutti i suoi libri, ora

La vita davanti a sé

Romain Sono convinto da tempo che i libri ci "chiamino", e la scelta da uno scaffale non è mai casuale. Anche quando dopo un acquisto, il libro rimane lì, anche a lungo. Prima o poi è la risposta a un'esigenza.
Da Feltrinelli, una ventina di giorni fa, mi è cascato l'occhio su questo libro, editore Neri Pozza (mai frequentato. Letto il risguardo di copertina, l'ho comprato, e ve lo consiglio. Un libro straordinario.
Giacomo scriverebbe "un libro sulla vita e sulla morte, sull'amore e la tolleranza". E' molto di più.

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Cinema: ultimo minuto

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Oggi alle 18, allo Spazio Oberdan, ci possimao vedere lì. Mi hanno avvisato poco fa

Un po' più in là sulla destra

Vargas_2 Un po' più in là sulla destra, è l'ultimo libro della Vargas pubblicato da Feltrinelli. E' uno dei primi libri della Vargas, con i tre storici e il Tedecso, come protagonisti. Lo stile della Vargas c'é tutto, con qualche ruggine dovuta al rodaggio, ed è come al solito godibile. Mi sono chiesto cosa mi piace di più dei suoi libri; la risposta che mi dò è che i suoi personaggi sono spesso come vorrei/vorremmo essere, affrontano e leggono la vita come vorrei/vorremmo affrontarla

Scuse per un amico

Questo post è legato a scuse dovute, è un cospargersi (immaginario) il capo si cenere, è soprattutto un tentativo di farsi perdonare da Renato, che deve aver pensato: ma che fine ha fatto quel mona......
Il fatto è che sono in debito con Renato di una presentazione del suo libro ai miei dieci affezionati lettori; è un sacco di tempo che o devo fare, e non mi sono mai deciso.
La motivazione principale è che volevo fare una presentazione brillantissima, spiritosa, spumeggiante, che in qualche modo trasmettesse l'ironia scanzonata che emerge qua e là dai racconti di Renato. Ma anche la nostalgia per i profuni e i sentimenti dell'infanzia lontanissima. E anche un certo qual sentimento di insofferenza per la stupidità della provincia italiana, ma anche della capitale. Insomma, avevo in mente una recensione veltroniana; forse è per questo che non l'ho mai scritta. Perché non sarebbe riuscita a trasmettere la semplicità e la serenità con cui Renato pur guarda al mondo di oggi e alla sua esperienza passata di militante sindacale, di intellettuale impegnato a cogliere il nuovo (uno dei pochi del suo milieu a occuparsi di tecnologie senza paraocchi ideologici, con curiosità, ma senza entusiasmi acritici), tenendo sempre presente che l'uomo è il fattore produttivo più prezioso, e l'organizzazione del lavoro deve accompagnare l'innovazione.

Vabbé, io non ho fatto il mio dovere, e lui ha pubblicato il suo libro su ilmiolibro.it, "Bloc  notes di un sindacalista", e le ritiche li sopra sono lusinghiere. L'unica cosa che dico è che, leggendolo, mi tornava sempre in mente "Signore e signori" di Germi 

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Siamo tutti un po' numeri primi

Giordano Ho finito di leggere La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano. E' un libro che mi ha commosso profondamente; Giordano, pur nella sua giovane età, riesce a scavare nei sentimenti come pochi autori oggi. I suoi due protagonisti, colti nel passaggio adolescenziale e poi nell'avvio all'età adulta, sono in qualche modo emblematici del male di vivere di questa, ed altre, generazioni. Due solitudini marcate da un evento drammatico. Due mondi complessi che, come i numeri primi, si sfiorano ed entrano in sintonia senza mai riuscire a costruire un'idea di futuro insieme. Un libro profondo, inusuale, sull'adolescenza e la difficoltà di superare il trauma della vita quotidiana. Per scoprire, in fondo, che tutti, almeno una volta, siamo stati numeri primi.

Per cosa si uccide

Biond Non conoscevo Biondillo; mi sono fidato della segnalazione di un amico e devo dire che ha funzionato. Il primo impatto è stato pessimo, non mi ero accorto che "finito per uccidere è una raccolta di racconti, e io detesto i racconti brevi, è un mio limite. Però nel libro ci sono un paio di racconti lunghi che meritano. In particolare mi ha catturato l'ambientazione milanese delle storie, che Biondillo usa in modo da arricchire il climax del racconto.

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L'urlo del vento

Burke Confesso che adoro James Lee Burke. L'ho scoperto anni fa e ogni volta che mi capita sotto gli occhi un suo libro lo compro a scatola chiusa, e non mi ha mai deluso. Ve lo consiglio.
Dave Robicheaux, detective di New Iberia (Louisiana), marito di Molly e padre di Alifair, reduce dal Vietnam, ex-alcolizzato, è un personaggio con i fiocchi. Dietro una scorza dura e spessa come quella di un rinoceronte, temprata dalla frequentazione della peggior feccia umana, c'è un animo comprensivo e solidale verso le debolezze umane. Robicheaux non cerca di camboare il mondo, cerca di limitare i danni.
Attorno a lui una terra che è un misto di razze, di lingue e dialetti, tra l'american way of life e le credenze africane impregnate di mistero e esoterismo. Tra New Orleans e le paludi ricche di vegetazione e di vita, e spesso anche di morte.
Quest'ultimo libro, L'urlo del vento, oltre ai soliti temi, l'avidità umana, la depravazione, il razzismo dei bianchi per bene e la miseria dei diseredati, si svolge durante e dopo la devastazione di Katrina, e con poche pagine sparse ne libro dà un'idea dell'incompetenza, della malafede, dell'attuale governo Usa; senza che la storia perda mai il ritmo. Un giallo magistrale che si legge d'un fiato.