Un circuito stampato in plastica e flessibile aderisce come un cerotto alla pelle e raccoglie dati su battito cardiaco, traspirazione, pressioni. Un tatuaggio che raccoglie i dati che possono poi essere letti successivamente con un lettore RFID. E' il nuovo trend tecnologico che crea oggetti wearable, indossabili (ricordi gli abiti intelligenti di IBM di un paio d'anni fa?). Saremo sempre di più database mobili (lo siamo sempre stati), ma oggi ci sono gli strumenti per "leggerci".
Google pubblica la mappa del possibile percorso di Sandy, e se clikki sulle icone compaiono i luoghi deputati all'accoglienza, con il mnumero di letti a disposizione.
Ieri ho scopertoIndoona, app sviluppata da Tiscali per l'internet telephony e il social. Oggi leggo su Repubblica che a Cagliari (stessi attori) è in preparazione iStella, motore di ricerca tutto italiano. Dopo le peripezie di Volunia, iStella si propone come motore localizzato: pagine italiane e pagine viste da italiani. Un serbatoio interessante per studiosi di comportamenti e mode, e per markettari.
Ma iStella is not evil, infatti non traccia, non seleziona. Dice Giuseppe Attardi: "Primo, tutti possono partecipare aggiungendo documenti. Secondo, nessuno viene tracciato quando effettua delle ricerche. Terzo, i risultati delle ricerche saranno obiettivi e non profilati in basi ai nostri precedenti comportamenti. Quarto, la popolarità non è tutto, se uno cerca Dante Alighieri e per qualche motivo una pizzeria Dante Alighieri ha molto successo, da noi troverete sempre primo l'omonimo Istituto. Quinto, i tre miliardi di pagine che scarichiamo, saranno gratis a disposizione di chiunque voglia fare studi sul web italiano".
Nell'articolo di Luna si rifà la storia di Sardinia Valley, e si cita in CRS4 come una delle eccellenze italiane. Il direttore è Paolo Zanella, già responsabile IT al Cern di Ginevra. Gigi, che ha lavorato recentemente con lui, mi dice che ha imparato moltissimo. Abbiamo risorse eccezionali, carsiche: all'improvviso compaiono alla superficie e fanno fiorire tutto intorno
Da una segnalazione di Riccardo Luna su twitter scopro che in Sardegna è nata una nuova iniziativa hi-tech. Si tratta di Indoona, "applicazione che consente di chiamare, videochiamare e mandare messaggi multimediali a tutti gli altri utenti Indoona". In più, è possibile chiamare tutti i numeri fissi in Italia, gratis sino a 200 minuti, per una promozione valida sino al 30.11.2012.
Indoona è anche un social che funziona come twitter. Chi ha detto che non c'è spazio per l'hi-tech italiano? Tra gli utenti c'è anche Soru, e quindi sospetto che il know-how di Tiscali c'entri qualcosa. Complimenti al MadeinSardegna.
Aggiornamento: si, Indoona è un progetto Tiscali. Se vai su AppleStore puoi verificare che la App l'ha sviluppata Tiscali. Chapeau
Malte Spitz ci ricorda che, a seguito di una decisione della UE nel 2006, il Data retention Act, le telcos e gli ISP devono conservare i dati che ci riguardano per un periodo che va dai 6 mesi ai due anni.
Nessuno scandalismo, nessun allarmismo. La semplice constatazione che al minimo sei mesi della nostra vita sono in mani estranee. Che abbiamo il diritto di richiederli, e che la privacy, ci ricorda Spitz, è ancora un valore.
Il tema è complesso; come sai la contraddizione si gioca tra la possibilità di avere servizi su misura, tagliati sui nostri più minuti bisogni, e la minaccia di consegnare la nostra vita nelle mani degli altri. Un atteggiamento timoroso o bellicoso ha un unico sbocco: l'uscita dalla rete di relazioni, non solo virtuali, tale è ormai l'intreccio tra rete e fisicità. All'opposto, Michele Vianello scrive spesso che la privacy non ha senso, e che i nostri dati sono una ricchezza da sfruttare per finalità sociali, a partire dalle Smart City.
Spitz denunci i pericoli, riconosce le opportunità, ma ci ricorda che occorre essere vigili e occhiuti. Ci ricorda soprattutto che quelle 35.800 righe di dati sono la codifica di 6 mesi della nostra vita, e che abbiamo il diritto di accedervi.
L'informazione è potere e sulla base dell'asimmetria rispetto ad essa si costruiscono fortune. L'iniziativa di Open Gov di Obama ha deciso di mettere a disposizione del pubblico i dati in possesso dell'Amministrazione federale; con il metodo pragmatico anglosassone una molteplicità di database è stata messa a disposizione del pubblico. La medesima cosa è avvenuta in Uk,Francia e, più di recente, in Italia. Ne dà conto Wired.
Questo è il numero di indirizzi allocabili con IPv6, il protocollo che entra formalmente in funzione oggi. Va in pensione il glorioso IPv4 che ci ha consentito di navigare sino ad oggi, ma rischiava di bloccare tutto per esaurumento di indirizzi allocabili (ma sopravviverà almeno altri 10 anni). Rivoluzione ampiamente annunciata. La Commissione europea ha investito in ricerca 100 Mni €, e 30 progetti di R&D.
Per noi utenti non cambierà nulla, i contenuti pregressi sono salvi.
Gianni Riotta su la Stampa: Ma chi cisalva dal rumore online La rivoluzione digitale ci deve far riflettere sulla cultura, prima che sulla tecnologia. Siamo invece affascinati dal «retina display, che permetterebbe ai prodotti Apple di offrire la massima perfezione d'immagine percepibile dal nostro occhio (la rivista Wired non è persuasa) e non vediamo che la novità profonda tocca i contenuti, non le tecniche. È come se i contemporanei di Gutenberg avessero passato il tempo ad ammirare il suo torchio a caratteri mobili, invece di capire che solo la traduzione della Bibbia in Volgare apre la modernità. Senza Bibbia in tedesco, francese, inglese, italiano, fermi al latino, niente rivoluzione.
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