La verità sul PNRR

Michele Pignatelli sul sole24 di oggi intervista Johannes Hahn, commissario al bilancio UE. L'intervista si apre con una buona notizia: le emissioni di bond per finanziare NextGenEU stanno andando bene, tanto che il commissario sostiene che l'euro si candida a "valuta globale alternativa al dollaro". 
Quindi gli eurbond, insieme a una possibile digital tax e al CArbon Border Adjustment Mechanism (CBAM, dazi ambientali da far pagare ai ritardatari "green" per ridurre concorrenza sleale) cominciano a entrare nell'orizzonte UE per definire un avanzamento federale dei conti europei.
Ma la parte più confortante dell'intervista riguarda l'Italia. Pignatelli ricorda che c'è una differenza decisiva tra i fondi di coesione (Programmazione 2021-2027) e i fondi per il PNRR; questi ultimi arrivano solo se si completano le riforme (avviso a giustizialisti dentro il Parlamento e la magistratura). Hahn, che capisce il senso della sottolineatura, nella risposta scolpisce il quadro logico nel quale ci stiamo muovendo:

C’è un impegno, di Governo e Parlamento, che include anche la riforma della giustizia, e credo che sarà rispettato. C’è il vincolo tra stanziamenti e determinati traguardi, per cui l’87% del denaro destinato all’Italia arriverà solo con il raggiungimento degli obiettivi concordati. E poi abbiamo grande fiducia in Mario Draghi, facciamo affidamento su di lui. Già il fatto che abbia creato un’unità speciale legata al suo ufficio per monitorare l’implementazione del piano, indicando che la seguirà personalmente, è una garanzia.

Non servono altre considerazioni


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